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Gerusalemme, Israele (Rights Reporter) – Il Ministero degli Esteri israeliano teme che le forze siriane e i loro alleati possano usare armi chimiche contro i ribelli che attualmente occupano alcune zone delle Alture del Golan e che i gas tossici possano “debordare” in territorio israeliano.

Per questo motivo ieri sono partiti 15 cablogrammi classificati diretti ad altrettanti Paesi occidentali nei quali li si avvisa che nel caso il regime siriano o i suoi alleati iraniani usino armi chimiche nel Golan e che nell’eventualità che tali gas nervini debordino in Israele, la risposta militare dello Stato Ebraico sarebbe durissima e senza precedenti.

I cablo classificati sono stati inviati agli ambasciatori israeliani che rappresentano lo Stato Ebraico in 15 Paesi ordinando loro di presentarli ufficialmente alle loro controparti locali al fine “metterli in guardia” sia sull’uso di armi chimiche nel Golan che sulla possibile escalation che ne deriverebbe.

Il Ministero degli Esteri israeliano chiarisce infatti che «un tale incidente richiederebbe a Israele di rispondere nel modo più forte possibile».

Il Ministero degli Esteri ha chiesto inoltre ai suoi ambasciatori di sottolineare ai leader politici di alto livello nei paesi in cui sono di stanza che il radicamento dell’Iran in Siria potrebbe aumentare il desiderio della Repubblica Islamica di condurre ulteriori attacchi contro Israele, il che porterebbe a un’escalation nell’intera regione.

Le armi chimiche siriane

Nonostante gli accordi presi con la mediazione della Russia in merito alla distruzione totale delle armi chimiche in possesso del regime siriano, in più occasioni i militari di Damasco hanno usato armi chimiche contro la popolazione o contro i ribelli, l’ultima volta solo pochi giorni fa, il che dimostra che il regime siriano non si è disfatto di tutto il suo arsenale.

Il timore più forte è che una parte delle armi chimiche ancora in possesso del regime siriano possano finire nelle mani di Hezbollah che di certo non avrebbe remore ad usarle contro la popolazione israeliana. La possibilità che tali armi vengano usate contro i ribelli sul Golan ben sapendo che il gas potrebbe facilmente “debordare” in territorio israeliano potrebbe spingere il regime siriano e i suoi alleati a usare questa opzione per un “attacco indiretto” contro Israele. «Dobbiamo trasmettere il messaggio che Israele non permetterà che questo accada e che difenderà se stesso, i suoi cittadini e la sua sovranità con ogni mezzo» c’è scritto nel cablo diretto agli ambasciatori israeliani.

Scritto da Sarah G. Frankl per Rights Reporter

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