Ha ragione Carlo Calenda a criticare Zingaretti se è vero come sembra che il suo progetto per il PD prevede la riesumazione di D’Alema, Bettini, Bassolino e compagnia bella, ma soprattutto una futura alleanza con il M5S

«Non può esserci nessuna alleanza naturale con D’Alema: se questo è il disegno di Zingaretti allora occorre davvero mettere insieme tutte le forze liberal democratiche per opporvisi: a partire da Matteo Renzi» ha detto oggi Carlo Calenda.

Le parole di Carlo Calenda hanno suscitato molte reazioni tra coloro che oggi vorrebbero vedere una sinistra “riunita” e che magari vedono di buon occhio un “soccorso rosso” al Movimento 5 Stelle nel caso Salvini decida di staccare la spina a questo indegno Governo.

Ma quale progetto di sinistra o liberale può nascere dalla riesumazione di siffatti personaggi, che poi sono i principali responsabili dello sfascio del Partito Democratico? Quale progetto politico può includere l’incongruenza grillina, per di più in un momento in cui i loro elettori cominciano a rendersi conto chi e cosa hanno votato?

Se il nuovo PD deve nascere da questi presupposti forse è meglio lasciar perdere, forse è meglio veramente pensare a una nuova realtà politica che non ripeta gli stessi sbagli del passato.

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