matteo renzi pd

Ieri sera, come previsto, Matteo Renzi ha dato le dimissioni da Segretario del PD. Tuttavia anche in questo caso sono scattate (quasi in automatico) le polemiche in quanto non sarebbero dimissioni immediate ma posticipate a dopo le consultazioni con il Presidente Mattarella e la formazione di un eventuale Governo.

La mossa di Renzi sembrerebbe proprio volta a mantenere il controllo del partito in modo da scongiurare qualsiasi ipotesi di alleanza con il M5S, un vero e proprio “dispetto” a quella parte del PD che invece in queste ore sta pensando proprio ad una alleanza con il partito di Grillo e della Casaleggio Associati, quello che oggi La Stampa chiama “il partito di Mattarella”.

In queste ore si susseguono i rumors di una una disponibilità da parte di molti personaggi importanti del PD a trattare con il M5S, voci che chiaramente non hanno fatto felice Renzi che proprio del M5S è stato il principale obiettivo negli ultimi anni. Ed è quasi certamente questo che lo ha spinto a questa forma di “dimissioni posticipate”.

La regola del “male minore”

Serpeggia tra le fila del PD il pensiero che una alleanza “di scopo” con il M5S sarebbe il male minore. In molti temono che se non si trovasse una formula di questo tipo il partito di Grillo e Casaleggio potrebbe trovare un accordo con la Lega anche in virtù del fatto che hanno programmi non molto difformi. Inoltre con una alleanza di scopo il PD sarebbe decisivo sulla promulgazione delle leggi, il che permetterebbe loro di “controllare” molto da vicino il M5S.

Quello che i fautori di una alleanza tra PD e M5S stanno pensando è che un accordo del genere potrebbe garantire loro la promulgazione di diverse leggi a loro particolarmente care come lo Ius Soli e allo stesso tempo impedirebbe al M5S di fare danni con l’applicazione alla lettera del loro programma elettorale che tra le altre cose prevede il costosissimo reddito di cittadinanza e la devastante (per le casse dello Stato) cancellazione della legge Fornero.

Insomma, per i fautori di un accordo tra il PD e il M5S questa alleanza sarebbe l’unico modo per non consegnare completamente il Paese alle forze anti-sistema. E probabilmente (con tutti i se del caso) anche Mattarella la pensa così.

Il problema quindi rimane Matteo Renzi che da Segretario del partito resta un ostacolo invalicabile a questo tipo di accordo. Da qui gli attacchi al discorso di ieri sera che oltre a chiarire che il PD non avrebbe fatto alleanze con le forze anti-sistema ha fatto intendere chiaramente che Renzi intende essere parte delle consultazioni proprio al fine di scongiurare una ipotesi del genere.

Ora, è difficile capire cosa abbia veramente in testa il Segretario uscente del PD. Alcuni pensano che sia sua intenzione creare un nuovo partito che toglierebbe al PD un discreto numero di deputati e senatori, abbastanza da impedire loro di fare l’accordo con il M5S. Altri ritengono che la sua sia una “impuntatura”, un capriccio dettato dalla ripicca. Lo vedremo sicuramente nei prossimi giorni. Intanto cresce la voglia nel PD di allearsi con il M5S il che, con molta probabilità, vorrebbe dire la morte politica del Partito Democratico e non so quanto tutto questo dispiacerebbe a Renzi.

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