Mai e poi mai avrei pensato di ritrovarmi a difendere il Presidente Trump. Ho attaccato e detestato Barack Obama per otto lunghi anni ma ho sempre pensato (e continuo a pensarlo) che Trump non fosse la persona adatta a governare la più grande potenza mondiale.

Tuttavia Trump mi ha smentito sul trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme e adesso mantiene la parola data in campagna elettorale uscendo dall’accordo sul nucleare iraniano dimostrando, a dispetto di quello che penso io, di essere quantomeno una persona coerente.

Un accordo partito male e finito peggio

Il mantra della “grande stampa” anti-Trump sulla legittima decisione del Presidente americano di uscire dall’accordo sul nucleare iraniano è che «Trump vuole distruggere sistematicamente tutto quanto fatto da Barack Obama». Non so in tutta onestà se in altri casi sia effettivamente così, ma sull’accordo con l’Iran la realtà dei fatti è che quell’accordo era effettivamente una enorme schifezza. Spacciato per “accordo storico” che avrebbe garantito pace e prosperità, nella realtà dei fatti era un accordo al ribasso che ha garantito tutto meno che pace e prosperità se non per gli affaristi europei che ne hanno approfittato a larghe mani.

Dalla conclusione dell’accordo sul nucleare iraniano è stato tutto un crescendo di espansionismo iraniano. Gli Ayatollah si sono ritrovati improvvisamente da nazione decadente e al limite del collasso a potenza mondiale con una enorme disponibilità di denaro con il quale hanno potuto finanziare guerre e gruppi terroristici. Si sono praticamente impossessati dell’Iraq, poi della Siria e adesso, dopo le elezioni in Libano vinte da Hezbollah, loro maggior proxy in Medio Oriente, si impossesseranno anche del Libano. Hanno finanziato la rivolta in Yemen e hanno tentato di farlo anche in Oman. Se questa dovrebbe essere la “pace e prosperità” che intendevano Obama e le potenze mondiali quando hanno firmato quell’assurdo accordo, allora è meglio che si facciano vedere da uno bravo.

Quell’accordo era una schifezza per tanti motivi tra i quali spiccano tre punti

1 – all’Iran non veniva impedito di implementare un programma balistico

2 – gli ispettori dell’Agenzia Atomica Internazionale (AIEA) deputati a controllare il rispetto degli accordi non possono ispezionare senza preavviso ogni sito, non possono entrare nelle basi militari e addirittura per ispezionare alcuni siti devono preavvisare giorni prima (poi dicono che è tutto in regola…)

3 – l’accordo di per se non impedisce all’Iran di costruire un arsenale atomico ma ne rallenta solo l’implementazione (forse). Obama e le grandi potenze hanno sostanzialmente preso per buone le promesse iraniane di non costruire un arsenale nucleare basandosi solo sul fatto che Teheran ha firmato il trattato di non proliferazione, cioè fidandosi della parola degli Ayatollah, un errore come ha dimostrato l’intelligence israeliana.

Quindi la posizione assunta dal Presidente Trump sul nucleare iraniano non è affatto legata al suo supposto “odio” verso quello che ha fatto Obama, la decisione di Trump è invece figlia di un ragionamento logico e realistico che avrebbe dovuto essere fatto anni fa e non oggi dopo che l’Iran è diventato il maggior pericolo per il Medio Oriente e per il mondo intero proprio grazie a quell’accordo.

La pace e la prosperità promesse da Obama e dai suoi sodali con la firma dell’accordo sul nucleare iraniano si sono rivelate per quello che sono in realtà: promesse da venditore di cammelli. E’ il senno di poi a dirci che quell’accordo era una truffa, è la realtà a dircelo.

Ora sarà tutto più difficile, non perché l’Iran promette di riprendere un programma nucleare che probabilmente non ha mai smesso di implementare, ma perché nel frattempo gli Ayatollah si sono rinforzati, hanno messo piede a pochi Km dal confine con Israele, con i soldi che gli sono arrivati in tasca dopo l’accordo hanno rinforzato Hezbollah e gli altri gruppi terroristici sciiti, hanno acquistato armi dalla Russia e soprattutto hanno sventato la loro possibile caduta quando nel pieno delle sanzioni l’Iran era praticamente al tracollo. E la Mogherini continua a dire che l’accordo sul nucleare iraniano è un “ottimo affare”. Beh, un affare lo era sicuramente per gli estimatori della dittatura iraniana, non certo per il mondo libero e per la democrazia israeliana.

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