Hamas è un gruppo terrorista, lo è per l’Europa, per le Nazioni Unite, per gli Stati Uniti, lo è formalmente persino per la Lega Araba. Eppure in questi giorni di scontri e guerra organizzati proprio da Hamas nell’estremo tentativo di riacquistare visibilità non c’è un solo media o una istituzione che punti il dito sui terroristi palestinesi. Oltre 100 missili solo ieri su Israele e al massimo abbiano visto o letto un trafiletto sui “grandi media”. Missili, non noccioline.

L’Europa ha seppellito Hamas di denaro, le Nazioni Unite non solo tacciono da anni sulle condizioni in cui è tenuta la popolazione di Gaza da Hamas, ma addirittura trattano i terroristi come se fossero vittime, li finanziano ben sapendo che neanche un dollaro finirà nello sviluppo del territorio e nella lotta alla povertà.

Per assurdo gli unici che contrastano seriamente Hamas, oltre a Israele, sono i Paesi arabi. L’Arabia Saudita e gli altri Paesi del Golfo (compreso il Qatar) hanno chiuso i rubinetti. A finanziare i terroristi rimangono solo la Turchia, l’Iran e appunto Unione Europea e Onu.

L’europa la smetta di trattare Hamas come un interlocutore

Ed è proprio l’Unione Europea che ha gravissime colpe su quanto avviene in Medio Oriente e soprattutto su quanto avviene nella Striscia di Gaza. La facilità con la quale in Europa chiudono gli occhi sui crimini di Hamas e sull’uso a dir poco improprio del denaro destinato agli aiuti umanitari è sinceramente e drammaticamente disarmante. Desalinatori finanziati diverse volte e mai costruiti, fondi per la ricostruzione (miliardi) spariti nel nulla, progetti per le infrastrutture mai iniziati anche se finanziati.

Hamas ci sguazza in tutto questo e non ne trae solo un beneficio economico che gli permette di comparare quei missili che poi lancia su Israele, addirittura ne ricava un beneficio di immagine visto che incredibilmente della situazione in cui versa la Striscia di Gaza viene incolpato proprio lo Stato Ebraico, che pure non lesina aiuti umanitari sebbene sia costantemente sotto attacco.

Se l’Europa avesse una politica estera seria e degna di questo nome la prima cosa che dovrebbe fare sarebbe quella di smettere di trattare Hamas come un interlocutore invece che come un gruppo terrorista responsabile dell’attuale situazione. Dovrebbe considerare Hamas come potenza occupante della Striscia di Gaza e vederlo per quello che è realmente, cioè un ostacolo alla pace e alla normalizzazione. Se lo fanno gli arabi non vedo perché non lo debba fare l’Unione Europea.

Una parentesi sui media

Voglio aprire una piccola parentesi sui media che però è molto indicativa su come i terroristi di Hamas vengano favoriti a da certi tipi di comportamento. Ieri sul sud Israele sono caduti qualcosa come 150/200 missili, l’allarme rosso è suonato almeno 100 volte. Stiamo parlando di un territorio grande più o meno come una piccola città italiana. Pensate se tirassero 200 missili su Bologna (per fare un esempio terra a terra). Ora, fatte pochissime eccezioni la cosa non ha destato il minimo interesse nei media nostrani, anzi, quando Israele ha giustamente reagito i soliti sciacalli si sono affrettati a titolare «Israele attacca la Striscia di Gaza». Sono questi gli atteggiamenti che aiutano i terroristi e allontano la pace, è questa informazione malata e distorta che spinge i terroristi di Hamas a mandare bambini lungo la barriera di confine a lanciare molotov e aquiloni incendiari con la speranza che vengano colpiti dai militari israeliani ben sapendo che ci saranno i cosiddetti “giornalisti” pronti ad amplificare ogni seppur minimo incidente. E’ una situazione che ormai dura da decenni e che non solo allontana la pace ma favorisce il terrorismo islamico di Hamas.

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