Ieri l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha lanciato l’allarme sui rischi rappresentati dall’andamento della politica economica italiana e su come tale politica possa incidere non solo per l’Italia ma per l’intera area dell’Unione Europea.

I numeri sventolati dalla nuova capoeconomista dell’OCSE, Laurence Boone, sono impietosi e difficilmente smentibili. Il PIL italiano (Prodotto Interno Lordo) è destinato a scendere rispetto alle previsioni fatte non molto tempo fa che prevedevano una crescita dell’1,4%. Le nuove previsioni parlano di un PIL all’1,2% nel 2018 e addirittura all’1,1% nel 2019.

A questo vanno aggiunti l’aumento della disoccupazione registrato negli ultimi mesi, il rallentamento dei consumi e, per finire, la fuga di capitali all’estero che fanno il paio con la “poca voglia” delle aziende straniere a investire nel nostro Paese.

All’allarme lanciato dall’OCSE ha risposto il leader del M5S, vice-Premier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio, il quale ha detto lapidariamente che «l’OCSE non deve intromettersi nelle politiche di un Paese sovrano» aggiungendo poi che il Governo democraticamente eletto e legittimato dai “due terzi” del consenso popolare sta portando le politiche promesse in campagna elettorale.

Ora, si da il caso che la sig.ra Laurence Boone faccia esattamente il lavoro per cui viene pagata, cioè fare previsioni sull’economia dei Paesi membri. Non fa politica, non le interessa chi governa o quanto consenso abbia. Valuta i numeri e i progetti di sviluppo economico implementati dai Governi membri, guarda i numeri. E i numeri dell’Italia sono non solo impietosi ma il Governo Salvini – Di Maio non sembra essere interessato ad implementare politiche di sviluppo che possano rilanciare l’economia, la spesa e gli investimenti in Italia. Sembra piuttosto interessato a demolire i piccoli passi avanti fatti negli anni scorsi dal nostro Paese.

Secondo il Governo Salvini – Di Maio per rilanciare la traballante economia italiana basterà diminuire le tasse e garantire un reddito a chi non ce l’ha. Non si intravede nel programma di governo alcuna misura indirizzata specificatamente allo sviluppo economico del Paese. Anzi,con la decisione di tagliare i fondi alle periferie si va in direzione diametralmente opposta.

Non solo, le continue e ripetute dichiarazioni ostili verso le multinazionali e verso chi fa legittimamente business, soprattutto da parte dei pentastellati, tolgono ogni speranza sul fatto che le aziende straniere vengano a investire in Italia. Quelle poche che ci sono stanno fuggendo a gambe levate e anche per questo le previsioni dell’OCSE sono negative.

Forse il consenso è sufficiente per governare, ma non basta per amministrare bene. E un paese che non guarda a politiche di sviluppo economico ma guarda solo alla pancia degli elettori e a cosa crea il consenso del momento, è destinato a fare una brutta fine. La storia ce lo insegna.

Allora invece di criticare l’OCSE per aver fatto diligentemente il proprio lavoro sarebbe il caso che il Governo Salvini – Di Maio faccia un esame di coscienza e invece di pensare a cercare consenso, che è sempre momentaneo, pensi a come fare per migliorare la difficile situazione del Paese, perché alla fine è proprio questo che gli hanno chiesto di fare gli elettori, a prescindere dal metodo usato.

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