C’erano poche speranze che le elezioni in Turchia andassero diversamente. Le ultime riunioni oceaniche delle opposizioni avevano illuso che quantomeno si potesse arrivare al ballottaggio ma, come ampiamente previsto, Erdogan passa al primo turno e in alleanza con i nazionalisti di destra ottiene anche la maggioranza in Parlamento.

Il partito di Erdogan, l’AKP, ha ottenuto il 42,4% dei voti, in calo rispetto alle ultime elezioni, ma grazie al buon risultato degli alleati dell’estrema destra del MHP può arrivare a controllare il 53,6% del Parlamento ed essere rieletto alla presidenza al primo turno.

Un bruttissimo segnale

Se da un lato Erdogan perde consensi, dall’altro la crescita dell’alleato di estrema destra condiziona non poco il futuro politico della Turchia e non certo in configurazione moderata. L’unione tra l’estremismo religioso del AKP e il nazionalismo spinto del MHP forma un mix che non è inappropriato definire nazi-islamico e che ben presto purtroppo potremo vedere all’opera in particolare contro la minoranza curda del Paese e contro i curdi siriani e iracheni. Espansionismo islamico e nazionalsocialismo di nuovo insieme dopo l’alleanza tra Hitler e Amin al-Husseini del secolo scorso. La “cultura del nemico” portata ai massimi livelli.

Una strana destra europea

Secondo i media governativi turchi il primo a congratularsi con Erdogan per la rielezione è stato il primo ministro ungherese Victor Orban seguito a ruota dal Presidente iraniano Hassan Rouhani.

E’ una destra strana quella europea, una destra che da un lato afferma di voler combattere l’estremismo islamico ma che strizza l’occhio a questa alleanza turca che porta nuovamente la Fratellanza Musulmana, cioè una delle massime espressioni dell’estremismo islamico, ad allearsi con un movimento dichiaratamente di destra estrema. E’ la strana e sotto certi aspetti incomprensibile involuzione di una destra che tra tanti nemici non sa più quale scegliere ma che volta per volta ne sceglie uno a seconda della convenienza del momento. Una “non politica” pericolosissima se attuata con personaggi come Erdogan.

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