In una intervista a Repubblica, il capo politico e aspirante premier del M5S, Luigi di Maio, chiede al Partito Democratico di sotterrare l’ascia di guerra e di allearsi per dare un Governo al Paese.

Sotterriamo l’ascia di guerra e diamo un governo al Paese» dice Di Maio non senza un certo trasformismo dopo che per anni il M5S ha attaccato in tutti i modi il PD e le sue politiche.

Intendiamoci, la cosa non sarebbe così peregrina, il Paese ha assoluto bisogno di un Governo e l’alternativa a quanto proposto da Di Maio è un Governo M5S/Lega, se non fosse che dubito molto che la proposta di Di Maio sia sincera. Temo che una alleanza con il PD, seppure finalizzata alla nobile causa di dare un Governo al Paese, nasconda un secondo fine che è quello di dotarsi si un alibi per spiegare al proprio popolo il perché il M5S non ha potuto mantenere le gravose promesse fatte in campagna elettorale, a partire dal famigerato reddito di cittadinanza.

Il M5S ha capito da un pezzo che quelle promesse non potranno essere mantenute e allora ha bisogno di un alibi, di un capro espiatorio da immolare alle prossime elezioni quando immancabilmente dovrà spiegare perché non ha mantenuto le promesse fatte. E chi meglio del PD come agnello sacrificale?

Di Maio potrà dire di non aver potuto fare la legge sul reddito di cittadinanza a causa dell’opposizione del PD e quindi della mancanza di numeri. E lo farà, statene certi.

E allora ci si chiede perché mai il Partito Democratico dovrebbe prestarsi a questo giochetto. Perché l’alternativa sarebbe un Governo M5S/Lega? Non è un motivo sufficiente per servire a Di Maio una scusa di questa portata su un piatto d’argento. Si eviterebbe di andare a vedere il bluff del M5S. Perché il PD dovrebbe fare un favore simile ai pentastellati?

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