Italia

Crisi di Governo: e adesso riempire i vuoti per bloccare Salvini

Lasciare perdere i vari Papete Beach, le panze all’aria e i rosari in mano. Gli italiani si convincono con idee concrete

Finalmente il lunghissimo teatrino del “governo a due facce” è finito. Salvini ieri ha messo fine all’esperienza del Governo giallo-verde dopo che ormai da mesi M5S e Lega se ne sono dette di tutti i colori.

Si possono fare molte analisi diverse su questa decisione e soprattutto sui tempi scelti dal leader della Lega per aprire la crisi di Governo. Da quella che vuole la decisione di Salvini figlia della prossima richiesta di sfiducia dove il Ministro dell’Interno non si sarebbe potuto sottrarre alle domande sulle vicende russe, a quella che vuole la scelta temporale salvinista figlia della volontà di Salvini di “delegare” ad altri la prossima difficilissima manovra finanziaria.

Ma non è quello che ci interessa in questo momento. Quello che adesso ci interessa è capire come arginare la prevedibile vittoria del fronte sovranista.

Non credo, in tutta onestà, che il PD di Zingaretti possa essere quella forza in grado di fermare la cavalcata sovranista.

Ormai il PD è un partito alla frutta, pieno di divisioni interne, con la ferma volontà di far fuori Matteo Renzi e di riavvicinarsi a quella sinistra estrema che ha contribuito ad affondare proprio il governo renziano.

Forza Italia è pressoché estinta. Berlusconi da un lato e Giovanni Toti dall’altro stanno cercando di formare due movimenti di “destra moderata”. Ma è la stessa pappa con nomi diversi. Non attirerà l’elettorato moderato di destra. Un peccato perché a mio parere la maggioranza di quelli che oggi dicono di appoggiare Salvini vengono da una destra moderata e progressista, ma sono stufi di Berlusconi e in mancanza di altro convogliano le loro preferenze sulla Lega.

Con una destra moderata che non vede un leader carismatico nemmeno con il cannocchiale e una sinistra divisa anche ideologicamente su quasi tutto, si rischia veramente di consegnare il Paese all’unico che oggi sembra in grado (anche se piuttosto inspiegabilmente) di convincere l’elettore medio e meno “ideologizzato” a dargli il voto: Matteo Salvini.

Eppure quella categoria di elettori rappresenta probabilmente la stragrande maggioranza degli italiani, quella categoria cioè che si convoglia su Salvini perché, a torto o a ragione, ritiene il capo leghista l’unico in grado di fermare la cosiddetta “invasione” magari anche al costo di gettare l’Italia in un pozzo di crisi economica che potrebbe essere molto profondo.

Il tema immigrazione continua ad essere quello più sentito

Purtroppo il tema immigrazione continua ad essere quello più sentito e quindi più pagante in termini elettorali. Io capisco quelli che si affannano a spiegare agli italiani che non c’è nessuna invasione e che i problemi veri sono altri (a partire da quelli economici), ma è come parlare al vento. Ormai quel concetto è entrato nella mente degli italiani e non c’è verso di estirparlo.

Un PD che addirittura ritira fuori il tema dello Ius Soli è destinato a morire prima ancora di nascere. Non che la sinistra non abbia le sue ragioni, ma adesso non è il momento di attaccarsi ad ideologie poco paganti se non dannose. Nel pieno di una psicosi di massa come quella sulla immigrazione, tirare fuori argomenti legittimi ma non comprensibili dalla maggioranza degli italiani è un suicidio politico.

Per battere Salvini ci vuole pragmatismo e non ideologie

Salvini non si batte con le ideologie, ma con il pragmatismo. Ormai appare evidente che l’italiano non si sposta dal concetto che la difesa dei confini nazionali sia una priorità. Lasciare questo campo a Salvini significa servigli la vittoria su un piatto d’argento. Tuttavia, pur continuando a pensare che l’immigrazione sia il problema maggiore, molti italiani non condividono affatto i metodi salvinisti.

Occorre quindi presentarsi con un programma alternativo a quello salvinista ma che tenga in considerazione anche le legittime preoccupazioni degli italiani.

Innanzi tutto ci vorrebbe un programma che evidenzi tutto quello che Salvini non ha fatto per redistribuire i richiedenti asilo e rimpatriare i clandestini, proponendo nel contempo soluzioni realmente fattibili. Si affronti Salvini sul suo campo e si lascino perdere idee suicide come lo Ius Soli o la ripresa dell’immigrazione senza regole. Insomma, seguire la linea di Minniti che funzionava benissimo sia nell’arginare gli sbarchi che nel rimpatrio dei clandestini attraverso accordi con i paesi d’origine. Meno crudeltà ma più fatti.

Da questo punto dovrebbe partire un qualsiasi movimento che intenda contrapporsi al salvinismo e al sovranismo leghista.

Ripeto, affrontare Salvini sul suo campo, lasciare perdere i vari Papete Beach, le panze all’aria e i rosari in mano. Gli italiani si convincono con idee concrete e svincolate dalle ideologie, si convincono evidenziando quanto di male ha fatto questo Governo con l’appoggio dei salvinisti e proponendo nel contempo soluzioni fattibili.

Nascerà qualcosa del genere? Onestamente non lo so. Le donne e gli uomini con il carisma e il peso politico necessario per farlo sono davvero pochi. Ma riempire quella enorme voragine di voti che si chiama “indecisi” o addirittura “non votanti” è assolutamente necessario se si vuole arginare la marea salvinista. È l’unico modo.

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