Pericolosa e annunciata escalation tra Israele e Hamas

Com’era ampiamente previsto Hamas sta cercando in tutti i modi di innescare una escalation con Israele, così come fa sempre quando si torva in gravi difficoltà.

Rivoluzione esercito israeliano: nasce la “divisione missilistica” del IDF

Esercito israeliano in evoluzione. E’ passata quasi in sordina la decisione del Ministro della Difesa, Avidgor Lieberman, di costituire una “divisione missilistica” quasi prettamente offensiva dotata di missile superficie-superficie a medio/lungo raggio di altissima precisione.

E’ ora di salvare la Striscia di Gaza da Hamas. La Mogherini faccia il suo lavoro

Da ieri l’Egitto ha interrotto le forniture di gasolio alla Striscia di Gaza, gasolio destinato alla centrale elettrica che quindi da oggi potrà erogare l’energia elettrica per sole tre ore al giorno.

Fare il giornalista nel regime di Erdogan. Reportage dalla Turchia

Fare il giornalista nel regime di Erdogan è uno dei lavori più pericolosi al mondo, almeno se lo si vuole fare in maniera indipendente e non si vuole fare solo il portavoce del regime.

Il timore di Israele: armi chimiche sul Golan. Gerusalemme avvisa 15 Paesi

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Gerusalemme, Israele (Rights Reporter) – Il Ministero degli Esteri israeliano teme che le forze siriane e i loro alleati possano usare armi chimiche contro i ribelli che attualmente occupano alcune zone delle Alture del Golan e che i gas tossici possano “debordare” in territorio israeliano.

Pericolo Iraniano: isteria americana e israeliana o pericolo reale?

pericolo iraniano

Se oggi c’è un cosa certa nella complicatissima politica mediorientale è che americani e israeliani (unitamente ai sauditi) pensano che l’Iran voglia diventare la potenza egemone in Medio Oriente e che per questo motivo sia il pericolo più grande per la pace regionale.

Perché il mondo aspetta immobile una guerra tra Iran e Israele?

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In Israele i vertici militari e della intelligence sono tutti concordi su un fatto. Stando così le cose in Siria, un conflitto tra Iran e Israele è inevitabile. Non si tratta quindi di “se ci sarà un conflitto” ma quando ci sarà.

Proteste in Iran: il problema non è il velo della Mogherini ma il lenzuolo europeo

Che la Mogherini indossi il velo nelle sue frequenti visite in Iran è certamente deplorevole a livello morale, ma nel computo dell’atteggiamento diplomatico è senza dubbio “accettabile”, addirittura quasi scontato. Sono pochissime le donne con gli “attributi” necessari per potersi sottrarre a questo rito di sottomissione e di certo la Mogherini non è tra queste.

Quello che dovrebbe preoccupare i critici dell’atteggiamento della sig.ra Mogherini non è quindi tanto l’aspetto estetico del velo o il fatto di coprirsi il capo in segno di rispetto (anche diplomatico) ma è il fatto che quell’atteggiamento verso gli Ayatollah sia il riflesso di un diffuso pensiero europeo.

L’Europa è così accondiscendente con gli Ayatollah iraniani da perdonare loro praticamente di tutto. E’ come se a Bruxelles quando si parla di Iran sia tutta l’Europa ad essere velata, nel senso di sottomessa.

Ieri sera finalmente la Mogherini ha detto qualcosa sulle manifestazioni in Iran, ma è stata a dir poco evasiva per non dire inutile

Stiamo seguendo le manifestazioni dei cittadini iraniani degli ultimi giorni. Siamo stati in contatto con le autorità iraniane e ci aspettiamo che il diritto a manifestare pacificamente e la libertà di espressione siano garantiti, come conseguenza delle dichiarazioni pubbliche del presidente Rouhani. Continueremo a monitorare gli sviluppi

Non una sola parola di condanna sulle violenze di regime, sulle uccisioni e sulle centinaia di arresti. Un allineamento totale alle ambigue posizioni di Rouhani che pur affermando di voler garantire il “diritto al dissenso” ammonisce sottotraccia (come fanno i mafiosi) a non esagerare. E siccome si da per scontato che le parole della Mogherini siano le parole dell’Unione Europea è palese che l’Europa sia allineata a Rouhani.

Altro che il velo sulla testa, questo è un lenzuolo. L’Europa invece di far sentire con forza la sua voce e di condannare le violenze del regime iraniano si allinea agli avvertimenti mafiosi degli Ayatollah e chiede si il “diritto a dissentire” ma entro i canoni iraniani, quelli cioè che dissentire è vietato.

E’ una capriola diplomatica allucinante, che sfiora il ridicolo.

E allora smettiamola di guardare il dito del velo della Mogherini invece di guardare la luna del lenzuolo europeo nell’atteggiamento con l’Iran. Siamo di fronte a un gravissimo episodio di accondiscendenza che di certo non aiuta il popolo iraniano e che ricorda drammaticamente i fatti del 2009 quando il mondo intero si girò dall’altra parte mentre i giovani iraniani dell’onda verde venivano massacrati dalle milizie agli ordini delle Guardie della Rivoluzione iraniana.

Come Donald Trump ha messo a nudo le Nazioni Unite

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C’è qualcosa di “logicamente perverso” nella volontà di Donald Trump di andare contro il mondo intero con la sua decisione di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele, qualcosa che inizialmente era sfuggito ai più. Quello di Donald Trump non è solo un dovuto riconoscimento della millenaria storia di Israele oltre all’ovvia constatazione che Gerusalemme è l’indivisibile e millenaria capitale dello Stato Ebraico, la sua decisione è soprattutto un attacco alle Nazioni Unite.

Su Gerusalemme Trump sta vincendo su tutta la linea

presidente donald trump

La decisione del Presidente americano, Donald Trump, di trasferire l’ambasciata americana in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme e quindi di riconoscere de facto la città di Gerusalemme quale capitale di Israele è sembrata a molti intempestiva.

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