Bufera su Jeremy Corbyn: faceva parte di un gruppo Facebook antisemita

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Sta facendo scandalo la rivelazione che il leader laburista britannico, Jeremy Corbyn, prima di essere eletto alla guida della sinistra britannica faceva parte di un gruppo Facebook antisemita denominato “Palestine Live”.

Il gruppo Facebook (segreto) è composto da almeno tremila iscritti tra i quali anche il noto negazionista dell’Olocausto Paul Eisen. Secondo un rapporto di 280 pagine pubblicato dal blogger David Collier, nel gruppo sono stati condivisi tonnellate di materiale antisemita e anti-israeliano. Lo stesso Jeremy Corbyn ha pubblicato diverse volte nel gruppo materiale anti-israeliano, nagazionista e complottista. In un commento ha elogiato il dottor Mads Gilbert, un medico norvegese e attivista politico al quale è stato vietato l’ingresso in Israele che ha affermato che gli attacchi terroristici dell’11 settembre sono il frutto della politica occidentale. Nel commento Jeremy Corbyn scrisse del suo “grande rispetto” per il “mio amico Gilbert” e disse che sarebbe stato “lieto di invitarlo a Westminster”.

Il partito laburista ha avviato un’indagine e ha promesso un’azione disciplinare nei confronti di tutti i suoi membri che hanno pubblicato materiale antisemita. Secondo quanto riferito, diversi membri del partito sono stati sospesi.

Tra i membri del gruppo Palestine Live ci sarebbe anche il figlio di Jeremy Corbyn, Seb Corbyn, assistente di spicco del cancelliere ombra, John McDonnell. E’ emerso anche un certo numero di parlamentari e attivisti pro-Corbyn i quali hanno pubblicato post antisemiti nel gruppo segreto.

Un portavoce di Corbyn ha dichiarato: «Jeremy condanna l’antisemitismo in tutte le sue forme nei termini più forti possibili. Non vuole il sostegno degli antisemiti che non hanno alcun posto nel movimento laburista».

Tuttavia Jennifer Gerber, direttrice del Labour Friends of Israel, ha condannato fermamente l’ex appartenenza di Corbyn al gruppo: «Che Jeremy Corbyn fosse un membro di un gruppo di Facebook frequentato da antisemiti, negatori dell’Olocausto e teorici della cospirazione che odiavano Israele è al contempo spaventoso e assolutamente sorprendente» ha dichiarato la Gerber. «Il Sig. Corbyn ha ripetutamente omesso di chiedere scusa alla comunità ebraica e di riconoscere il dolore causato dalle sue azioni. Ora sarebbe un buon momento per farlo» ha concluso Jennifer Gerber.

Corbyn è stato duramente attaccato anche da Joseph D. Glasman, capo delle indagini politiche e governative nella campagna contro l’antisemitismo. «Non vi è alcuna giustificazione plausibile per la partecipazione di Jeremy Corbyn a questo gruppo» ha detto Glasman. «Uno degli slogan di Mr. Corbyn è “standing up, not standing by”, ma in questo caso non si è alzato in piedi, si è unito attivamente», ha concluso Glasman.

Questa è la seconda volta in una settimana che Jeremy Corbyn viene coinvolto in scandali che riguardano l’antisemitismo. Lo scorso fine settimana un membro dello staff del leader laburista aveva etichettato Israele come “uno stato di apartheid”, accusandolo di aver commesso un “genocidio” durante la guerra di Gaza del 2014 e suggerendo che il suo comportamento era tollerato “a causa dell’Olocausto”, il tutto senza che Corbyn facesse un fiato.

In un’intervista pubblicata ieri dal Times of Israel, l’ex rabbino capo della Gran Bretagna, Lord Jonathan Sacks, aveva detto che si rifiuterà di tenere qualsiasi colloquio con Jeremy Corbyn fino a quando il partito laburista non mostrerà «segni più chiari di una azione risoluta contro l’antisemitismo all’interno dei suoi ranghi».

La bufera su Jeremy Corbyn e sull’antisemitismo presente nel suo partito sta assumendo le sembianze di un tornado. Ogni giorno emergono nuove dichiarazioni antisemite o anti-israeliane pronunciate dai membri del Partito Laburista e nonostante la difesa a spada tratta dei vertici del partito, il colpo di grazia inferto dal rapporto pubblicato da David Collier sulla sua appartenenza al gruppo antisemita rischia di essergli veramente fatale.

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