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Perché il mondo aspetta immobile una guerra tra Iran e Israele?

La comunità internazionale fa finta di non sentire gli ammonimenti di Netanyahu sulla presenza iraniana in Siria. Tutti sanno che stando così le cose un conflitto tra Gerusalemme e Teheran sarà inevitabile, ma tutti nicchiano solo per poter poi incolpare Israele

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In Israele i vertici militari e della intelligence sono tutti concordi su un fatto. Stando così le cose in Siria, un conflitto tra Iran e Israele è inevitabile. Non si tratta quindi di “se ci sarà un conflitto” ma quando ci sarà.

A giudicare da quello che dice uno dei più esperti corrispondenti diplomatici israeliani, Barak Ravid, la situazione sta velocemente progredendo verso il conflitto anche a giudicare dal fatto che negli ultimi giorni il Gabinetto di Sicurezza israeliano si è riunito più volte per discutere della situazione in Siria, della presenza iraniana in territorio siriano e di quello che accadrà quando Assad avrà nuovamente in mano pieni poteri.

Che la situazione sia estremamente tesa lo dimostra il fatto che anche la scorsa notte con molta probabilità Israele ha attaccato obiettivi in Siria. Da Gerusalemme non arrivano conferme ma la notizia appare molto verosimile.

Secondo un report di Channel 10 nei giorni scorsi il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, avrebbe telefonato praticamente a tutti i leader mondiali per avvisarli della pericolosità della presenza iraniana in Siria e per ammonirli sul fatto che Israele avrebbe fatto tutto quanto in suo potere per non permettere ai Pasdaran iraniani di posizionarsi stabilmente in Siria né di fornire armi avanzate a Hezbollah. Non è un ammonimento improvviso quello del Premier israeliano, lo ripete ormai ciclicamente e visti i raid aerei israeliani in Siria non è certo un ammonimento da prendere sottogamba. Eppure i leader mondiali nicchiano, quasi che non fosse una cosa importante. Soprattutto tacciono con l’Iran che, anzi, viene incredibilmente sostenuto a livello diplomatico praticamente da tutti i leader europei.

La situazione è molto seria

La situazione invece è molto seria. Barak Ravid in un suo Twitt di ieri afferma che «dopo oltre un decennio di copertura dei Gabinetti di Sicurezza posso dire che le discussione degli ultimi giorni sul fronte nord sono state particolarmente significative» e poi interpellato da Channel 10 ha detto: «a causa dei limiti imposti dal censore militare, non posso fornire tutte le informazioni, ma la situazione è seria».

A preoccupare gli israeliani è quello che loro stessi chiamano “il giorno dopo”, cioè quando Assad una volta vinta la guerra grazie all’aiuto fornitogli dall’Iran e da Hezbollah si vedrà presentare il conto, che sarà salato perché prevede sicuramente una serie di basi militari iraniane stabili e quasi certamente una base navale sul Mediterraneo. Non è un segreto per nessuno che Teheran vuole posizionarsi stabilmente in Siria come non è un segreto per nessuno che proprio questa intenzione iraniana sarà il casus belli che scatenerà il conflitto con Israele. Eppure nessuno a livello internazionale sembra preoccuparsene, nessuno che faccia pressioni su Teheran affinché rinunci a questo proposito. Incredibilmente sembra che la presenza iraniana in Siria venga vista come qualcosa di “stabilizzante” per la regione. Ed è l’assurdità più grossa che la politica internazionale, soprattutto quella europea, poteva partorire. Piuttosto che scoraggiare l’Iran a occupare una parte della Siria (perché di questo si tratta) la diplomazia internazionale cerca di far pressioni su Israele affinché accetti la presenza iraniana in Siria.

Ed è qui che entra in gioco la solita subdola tattica usata dagli europei in più occasioni, che poi è quella di trascurare gli avvertimenti israeliani per poi dare addosso a Gerusalemme quando quegli avvertimenti si tramutano in fatti concreti, cioè in azioni militari. E’ la stessa tattica vista più volte con Hamas che lanciava decine di missili su Israele nel silenzio più totale della comunità internazionale, ma appena Israele accenna a una reazione tutto il mondo si solleva.

Ecco il perché del silenzio del mondo sugli avvertimenti israeliani. Sanno che se l’Iran continuarà a perseguire i propri criminali obiettivi ci sarà inevitabilmente un conflitto con Israele, ma per incolpare lo Stato Ebraico devono far finta che quegli avvertimenti non ci siano o che siano una specie di pretesto per gli israeliani per poter attaccare. Si può essere più subdoli e ciechi?

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